Spazzatura low cost

Benedetta | venerdì 8 gennaio 2010 | curiosità

HM-Logo

Che fine fanno i capi very low cost di H&M?

Ovviamente non esiste un outlet dato che i prezzi sono già bassi in negozio, quindi a questa domanda ci sarà risposta? Ebbene si, la risposta ce l’ha fornita una giovane universitaria newyorchese che, andando a prendere la metropolitana a Manhattan, ha scoperto buste delle immondizie piene di capi ancora cartellinati ma tagliati e lacerati per evitare che qualcuno potesse entrarne in possesso. Ora, i saldi non stanno andando bene come i commercianti speravano, la crisi ha colpito tanto l’Europa quanto l’America e scarseggiano nelle tasche tanto i dollari quanto gli euro: perchè questo gesto?
All’avvenuta denuncia da parte dei media americani il colosso svedese ha subito provveduto a dissipare ogni dubbio negando che si tratti di una pratica aziendale ma che sia soltanto un caso isolato, ma effettivamente il dubbio resta visto che i quintali di indumenti prodotti non finiscono sempre nei nostri guardaroba. Che fine fanno i capi invenduti?
Come previsto, e grazie al buonsenso, la levata di scudi da parte della stampa americana si è levata a favore degli homeless della Grande Mela, i quali vivono praticamente all’adiaccio con temperature che sfiorano i meno dieci gradi centigradi di notte e che trovano un punto di ristoro a pochi isolati da H&M. Dopo un silenzio stampa di un giorno il quartier generale di H&M ha fatto sapere che si tratta soltanto di un caso isolato e che annualemnte provvede ad aiutare chi ha bisogno.. Bisogna crederci?

Scritto da: Benedetta | Sito web

Nutrita con panini farciti di immagini dalle passerelle fin da bambina, scrivevo riguardo ogni cosa mi accadesse, mentre mi laureavo in Scienze Politiche. Il colpo di fulmine, all'interno di una redazione: perchè non raccontare di questo mio sogno attraverso un blog? Nasce così ilmenabo.com: uno spazio personale dove dare sfogo ai miei interessi ed alle mie passioni, raccontate attraverso una vena realistica, ma sfumata dall'allegria e dal piacere di scrivere. In poco tempo il gioco lascia il passo al lavoro, e si evolve in termini di lettori ed argomenti. Giacche, gossip e lampade? Ecco servito il menù quotidiano della mia alimentazione, ricca di colori vitaminici e zeppe in corda. Saranno i bloggers il futuro del giornalismo? Chi lo sa, io intanto ci credo!

Top

Scrivi un commento