
Come al solito, finito un libro piango fino allo svenimento perchè vorrei che continuasse in eterno.
In questo caso non ho pianto, ma ho centellinato ogni singola parola del romanzo Zia Mame. Il protagonista, e voce narrante, è Patrick Dennis, ma la protagonista indiscussa è appunto Mame, una zia un po’ particolare che ognuno di noi vorrebbe avere: una signora un po’ stramba, solare, allegra e pasticciona. Ambientato all’inizio del secolo il protagonista-bambino viene affidato alle cure di questa signora, sorella del padre defunto, che vive a New York e dove vive in maniera abbastanza bizzarra secondo i canoni dell’epoca. Il padre di Dennis lo sa quanto sia svitata la sorella, e lo redarguisce a riguardo, ma la simpatica Mame sbuffa nel suo letto dorato e prende sotto la sua ala chioccia il piccolo: da qui ha inizio una vita abbastanza curiosa e allegra per il piccolo protagonista che verrà seguito in ogni istante dalla simpatica zia. Mame è meravigliosamente negata per tutto, salvo spendere e spandere la propria fortuna e fare sorridere la gente: è furba, non è una sprovveduta, e sa prendere il meglio da ogni persona non con l’aceto ma con il miele. Il libro è scritto molto bene, ma quello che vi terrà legati al libro è la figura della protagonista, perchè piano piano vi affezionerete a lei e alle sue vicende, sempre un po’ ingarbugliate ma che trovano il lieto fine tanto sospirato. Il libro, uscito in America nel 1955 è stato un best seller in vetta alle classifiche per 122 settimane, osannato dalla critica e dai lettori e accompagnato da una pubblicità precedente all’uscita senza paragoni: niente dive o presentazioni in pompa magna, la tecnica usata dallo scrittore (Patrick Dennis è il protagonista nonchè pseudonimo di Edward Everett Tanner III) vide l’invio ad ogni libraio di New York di una lettera firmata Mame Dennis in cui affermava che stava per uscire un libro su di lei menzoniero perchè la faceva passare per quello che non era, addirittura che in passato fosse stata sorpresa nuda nei dormitori di Princeton: non era vero, precisa la zia, si trattava di Harvard! Data la curiosità verso questa strana protagonista tutti quanti hanno voluto saperne di più, ed ecco così arrivare la fama. Camaleontica come poche persone, la troverete agghindata da ballerina di flamenco, geisha giapponese o signora del Sud, il tutto senza mai perdere quella vena d’allegria che la contraddistingue. Insomma, se volete trovarvi come me a ridere su un autobus affollato… Beh, non vi resta che correre in libreria!




tutti i libri che ti consiglio sono belli!! ma leggiti la strada! non fa ridere ma cavoli se è un bel libro……….