Diario di bordo: lezioni di stile con Velvet

Benedetta | venerdì 19 febbraio 2010 | diario di bordo

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Un mese fa, sfogliando il mio adorato tomo di Velvet, ho scoperto che insieme a Marina Rinaldi organizzavano degli appuntamenti a Milano e Roma, dove la direttrice di Velvet in persona personalizzava lo stile del brand con dettagli e, come si chiamava l’evento, dando Lezioni di Stile.

Presa dall’emozione, che tende a non farmi capire più niente e gettarmi nel panico più totale, ho scritto a Velvet ed a Marina Rinaldi perchè io DOVEVO esserci, pena l’harakiri mentale della sottoscritta.
Finalmente, dopo aver richiesto pressantemente l’invito, ce l’ho fatta, ed ho aspettato poco pazientemente una chiamata che mi confermasse la presenza all’evento. Tartassando il mio ragazzo con domande lamentose quali Ma secondo te mi invitano? (risposta, sembro Marina Rinaldi io?) alternate a frasi di autoaffermazione quali IO DEVO ESSERCI è giunta la chiamata ed il fatidico giorno.

Il 19 febbraio, giorno antecedente all’occasione di gala alla quale la vostra blogger preferita si apprestava a presenziare, ho dato il via alla tanto temuta domanda: Che cosa mi metto?
Vi faccio un piccolo quadro: quando la mia bocca sillaba la famosa domanda il mio ragazzo segue questo breve iter: impallidisce, alza gli occhi al cielo, sbuffa, abbassa le spalle, fa un bel respiro e, molto gentilmente, si mette a ridere. Segue poi la sua classica risposta: Benedetta, hai un armadio pieno di cose belle, perchè me lo chiedi?
Al che alzo io gli occhi e chiedo un po’ di comprensione. Siccome lui è buono e gentile non mi riempi di schiaffi, ha infatti la pazienza di Sant’Antonio come hanno notato anche mio fratello ed i miei genitori, ma mi chiede cosa penso di mettermi. Inizia una lista che farebbe invidia alla Bibbia, perchè dopo tre anni siamo arrivati ad un compromesso, cioè scrivere gli abbinamenti e poi farli passare al vaglio della giuria (Stefano), ma non sempre è così facile, perchè quando lui finalmente si esprime arrivo io che rompo le uova nel paniere mugugnando qualcosa e pronta per ricominciare da capo la lista. Oddio, quanto mi diverto!!

Torniamo a Marina Rinaldi: appuntamento alle 18. Io arrivo un po’ prima, giusto per sondare la situazione e perchè il consiglio di Paris Hilton questa volta non vale, non arriverò in ritardo, né me ne andrò via prima perchè c’è la Gattermayer che mi aspetta. Entro e, un po’ imbarazzata anche a causa del caldo che è apparso a Roma per il quale mi sono trasformata in un semaforo rosso e un po’ appiccichino, mi accomodo mentre guardo lei, la Michela Gattermayer in persona.
Very rocker ma chic, indossa un paio di stivaletti con tacco a rocchetto sotto ad un bellissimo paio di pantaloni bianchi, larghi in vita e con dettagli in pelle (ma lei è magra e può tutto), mentre sopra è avvolta in una nuvola di pelliccia bianca non ben identificata (perchè l’unica pelliccia che mi piace è del cincillà e non manco mai di accarezzare furtivamente le clienti che in negozio entrano con vaporose giacche grigie) dai dettagli di pelle bianca. E poi capello liiiiiscio che più liscio non si può, occhi chiari e bella abbronzata. Insomma, un mito. Se poi penso che sotto a quella pelliccia batte un tatuaggio selvaggio che la Anna Wintour manco se lo sogna… Beh, che dire, mi cominciano a sudare le mani.
Lezioni di stile della Michela: quaderno e penna che si prendono appunti!!

Esordio col botto, la Gattermayer dice a tutte che vestirsi non dev’essere un obbligo ma un piacere, se non sei a tuo agio con un tailleur c’è poco da fare… Non metterlo! Vuoi essere sexy ma hai la grazia di una foca incinta? Perfetto, abolito il baby doll in marabù: bisogna starci bene nei propri abiti, bisogna che rispecchino noi stesse in primis.
Abolendo il total look monogriffato (che fa molto Eighties, ma non è questo il lato che la moda ha ripreso) bisogna vestirsi per divertimento e con un po’ di accortezza: se non hai tette è inutile l’abito scollato con coppe o se hai troppi rotolini perchè mettere la maglia filo ombelico ed il jeans pelvico? (onore al vero, non ha fatto questi esempi, ma li aggiungo io)
Inizia la sfilata ed entrano due valchirie bionde: 10 look, stesso capo rivisitato per il giorno e la sera.

Ora vi riporto gli appunti presi…

Primo consiglio: il trench.
Di giorno con un mocassino ed un paio di jeans, la sera osa con un abito a stampa animalier rosa. Perfetto sempre, il trench è un passepartout.

Secondo consiglio: il verde militare.
Perfetto sempre, un must have per la prossima stagione. Ideale con camicie bianche o con dettagli sberluccicosi… Sarà, ma a me fa molto Dsquared: anche se il verde militare mi piace non lo metterei con una canottiera argentata.

Terzo consiglio: il jeans bianco.
Perfetto per l’estate, sta con il mocassino come con il sandalo e la clutch di sera, meglio se sberluccicosa. Vai di vernice e argento: questa estate è la loro estate, anche se a detta della Gattermayer ci vuole un po’ di coraggio (vedi Muffin bag che il mio ragazzo continua a chiamare la borsa di domopak).

Quarto consiglio: l’impermeabile lungo.
Ideale per la sera, la Gattermayer lo accosta ad una tuta di ciniglia per il giorno. Per lei è ok, per me ko: troppo Simona Ventura

Quinto consiglio: trench bianco.
Vai di stile gondoliere questa estate, maglia a righe e pronte per imbarcarsi sull’Amerigo Vespucci!!

Sesto consiglio: la giacca in pelle.
Niente chiodo, siamo sempre da Marina Rinaldi parbleu!

Settimo consiglio: l’abito femminile.
In verde militare con dettagli ricamati sberluccicosi, un abito molto bello anche nella tonalità nera, ma io appunto che in khaki è più sgaggio.

Ottavo consiglio: la Sahariana.
Capo meraviglioso, personalmente credo che la mise migliore sia stata questa in abbinato con camicia a righe, pantaloni di lino e stivale color camoscio, in tinta con la giacca: un mix tra un giocatore di polo ed un aviatore. Insomma, il look che a me piace un sacco (anche se lo stivale in estate…).

Nono consiglio: giacca rosa.
Acccostato al jeans o ai colori neutri fa la sua figura, lo ammetto. Preso singolarmente mi ricorda molto le Big Babol

Decimo consiglio: il tessuto doppio.
Fantastici cappotti e vestiti, un abito rosso davvero particolare e perfetto per la sera.

Aggiungo, sono stata così tiepida nei commenti non perchè fossero cose brutte, anzi erano davvero belle, soltanto non è per niente il mio stile… Quindi, conscia del fatto che su mia mamma quei capi starebbero benissimo, finita la sfilata parto con uno scatto da centometrista alla volta della nuvola bianca che si chiama Michela Gattermayer.

Che imbarazzo, mi rendo conto di avere la voce soffocata e due anguille al poste delle mani. E adesso? Sai che figura se le scivola la mano perchè la mia è troppo sudata?
Mi avvicino e, molto imbarazzata, parlo, le chiedo consigli e curiosità. Lei devo dire che è gentilissima, lontana anni luce dall’arcigna idea che mi ero fatta delle direttrici di moda stile Wintour e compagne… La Gattermayer è tranquilla, non sembra una pazza furiosa: mi ricorda un po’ la Daniela Ubaldi, mia boss da Next Exit, solo con i nervi più distesi.
Mi è proprio piaciuta, anche se non capivo più niente: mi sentivo come Thakoon di fronte alla Wintour in The September Issue, con l’eccezione che nel film lei era andata a cercare lui mentre io avevo avuto la prestanza fisica di scattare come se fossi inseguita da uno sciame di api verso la direttrice. L’esordio è stato Sa, io leggo sempre Velvet! E lei Che carina!
Dentro di me pensavo: la frase più scontata che poteva esistere l’hai detta sorella! E mi maledivo tra me e me pensando quante persone le avranno ripetuto la mia stessa frase… Se solo potesse sentire mia madre quando si lamentava per tutti-questi-velvet-nella-libreria-che-fanno-polvere! Altro che Vogue, tutte foto e quattro trafiletti con modelle taglia -42 che indossano abiti che potrò vedere prima o poi con il telescopio Hubble!! A me piace Velvet, simpatico, allegro, colorato, intelligente!! Avrei voluto dirle tutte queste cose, anzi stavo per mettermi a piangere a fontanella (stile Arale) ed abbracciarla dalla felicità di stringere la mano alla mia idola, e invece me ne sono uscita con la frase più ebete del mondo… Lo sa che è il mio giornale preferito?Ma dai?? Che scoperta, pensavo fossi qui per caso, sai bighellonando per il centro! Che vergogna… Ma sento di dover lanciare un appello, se mai Michela Gattermayer leggerà questa pagina: non sono dislessica, la mamma ed il papà mi hanno fornito tutti cromosomi, scrivo discretamente bene, il mio colorito normale non è una sfumatura tra il ciclamino ed il rosso magenta e le mie mani sono perfettamente asciutte! Ero leggermente emozionata, tutto qui… Giro la ruota per un’altra possibilità (cento, cento, cento)?

Scritto da: Benedetta | Sito web

Nutrita con panini farciti di immagini dalle passerelle fin da bambina, scrivevo riguardo ogni cosa mi accadesse, mentre mi laureavo in Scienze Politiche. Il colpo di fulmine, all'interno di una redazione: perchè non raccontare di questo mio sogno attraverso un blog? Nasce così ilmenabo.com: uno spazio personale dove dare sfogo ai miei interessi ed alle mie passioni, raccontate attraverso una vena realistica, ma sfumata dall'allegria e dal piacere di scrivere. In poco tempo il gioco lascia il passo al lavoro, e si evolve in termini di lettori ed argomenti. Giacche, gossip e lampade? Ecco servito il menù quotidiano della mia alimentazione, ricca di colori vitaminici e zeppe in corda. Saranno i bloggers il futuro del giornalismo? Chi lo sa, io intanto ci credo!

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