
Anche Karachi ha avuto la sua prima Fashion Week.
La città, che dista due ore di aereo dalle roccaforti talebane e di Al Qaeda, ha ospitato la propria settimana della moda la scorsa settimana. L’organizzazione dell’evento non deve essere stato dei più facili visti i timori fondati di violenze e il rinvio per due volte, ma alla fine si è tenuta una settimana all’insegna della femminilità e della creatività anche in un paese dal quale, francamente, non me lo sarei mai aspettato.
Per problemi di sicurezza interna non hanno potuto partecipare i buyer e artisti internazionali, ma l’iniziativa è stata accolta in maniera positiva da tutto il mondo a riprova che, come cantava Freddie Mercury, lo spettacolo va’ avanti anche a discapito delle violenze che circondano questo paese. Ed è un gesto importante perchè, nonostante i burqa, sotto a questi veli lunghissimi ci sono donne normali che non rinunciano ai vezzi che per noi sono così ovvi.
Per l’organizzatrice dell’evento, Ayesha Tammy Haq, questo è stato un gesto di sfida verso i talebani visto che le modelle hanno mostrato tatuaggi, gioielli e gli uomini hanno indossato pantaloni corti, mentre dietro le quinte tutto scorreva nel modo più normale del mondo; a riprova che l’evento ha svelato un volto del paese che a molti è sconosciuto la modella pakistana Nadia Hussein ha puntualizzato che Sfortunatamente l’attenzione mondiale è indirizzata verso il lato negativo del Pakistan.
Logisticamente parlando l’evento ha risentito dei problemi che affliggono ogni cittadino pakistano come cali di corrente, ma tutto questo non ha fermato lo show della moda e tutto è filato liscio come l’olio.. Insomma, in questa edizione non ci sarà stato un Galliano o Marc Jacob per presentare chissà quali collezioni, ma l’importanza di un evento così non può essere trascurato: ci sarà tempo e modo per cui i nostri designers porteranno le loro creazioni nella martoriata terra pakistana!
Chapeu agli organizzatori.




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