Jean Paul Gautier per Melissa Shoes

Benedetta | venerdì 13 novembre 2009 | moda

gaultier-melissa

Nuova collaborazione per il brand brasiliano Melissa e le sue scarpine morbidose!!

Dopo le Dragon Shoes di Vivienne Westwood, tutte colori, line tonde e piene e paccottiglia appesa sulla punta, è il turno del platinato Jean Paul Gautier di cimentarsi nella creazione di sandali. Il frutto del genio è qui servito, un bellissimo paio di tacchi a spillo dallo sgargiante colore zafferano; non è la prima volta che Melissa collabora con l’art director di Hermes: già nel lontano 1982, quando ancora dovevo nascere, il giovane designer era stato uno dei primi a customizzare dei modelli del brand a cui poi hanno fatto seguito altre celebri collaborazioni con Mugler, Patrick Cox, Karim Rashid, Alexandre Herchcovitch, Campana Brothers, e più recentemente, oltre a Vivienne Westwood, Zaha Hadid.
Vorreste averne un paio anche voi? Beh, dovrete aspettare la primavera, ma ne frattempo, se siete a Rio de Janeiro, sappiate che Melissa celebra i suoi 30 anni di attività con una mostra aperta al pubblico e se proprio non riuscite a farci un salto… L’unica consolazione che rimane è quella di comprare un bel paio di Dragon Shoes per l’inverno: chi diceva che lo shopping è terapeutico? Grand’uomo quello!

Scritto da: Benedetta | Sito web

Nutrita con panini farciti di immagini dalle passerelle fin da bambina, scrivevo riguardo ogni cosa mi accadesse, mentre mi laureavo in Scienze Politiche. Il colpo di fulmine, all'interno di una redazione: perchè non raccontare di questo mio sogno attraverso un blog? Nasce così ilmenabo.com: uno spazio personale dove dare sfogo ai miei interessi ed alle mie passioni, raccontate attraverso una vena realistica, ma sfumata dall'allegria e dal piacere di scrivere. In poco tempo il gioco lascia il passo al lavoro, e si evolve in termini di lettori ed argomenti. Giacche, gossip e lampade? Ecco servito il menù quotidiano della mia alimentazione, ricca di colori vitaminici e zeppe in corda. Saranno i bloggers il futuro del giornalismo? Chi lo sa, io intanto ci credo!

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