
Dici Valentino e subito associ: il rosso, abiti da cocktail lunghissimi e bellissimi, tanti carlini.
E se dicessi t-shirt? Non vi verrebbe immediatamente alla mente uno dei pochi stilisti rimasti fedeli più all’arte che al mercato. Ne è passata di acqua sotto i ponti dal 2008, quando Valentino in persona ha annunciato il suo ritiro e, al suo posto, è passata prima Alessandra Facchinetti, in seguito Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli. Obiettivo dichiarato degli ultimi due designers è stato quello di rendere più frizzante e giovane il blasonato nome, da sempre legato a signore di una certa età e rango, cercando di accaparrarsi quella fetta di gioventù gaudente e spendacciona che, al momento, fa la gioia di brand meno sofisticati.
Se prima ogni donna si rivolgeva a Valentino per un’occasione più o meno importante e mondana, Chiuri e Piccioli hanno pensato bene che anche questa donna ha un abbiglimento più casual e pratico durante il resto della giornata: da questa idea nasce una reinterpretazione del brand, ora che Mister Valentino Garavani in persona se n’è andato. Risultato: accanto ad abiti tempestati di brillanti e dai plissè che sembravano disegnati si colloca la collezione di T-shirts, capo ben poco ammirato dallo stilista.
Le t-shirt, disponibili nelle boutique della maison, vedono protagonisti i ricami impreziositi da pietre e piume, che rendono ben poco scontata la collezione e perfetta più per signore che giovani ragazze, anche per i prezzi da capogiro che, tuttavia, impallidiscono di fronte a quelli richiesti da un Balmain. Un bel colpo di mercato? Sarà… Ma mi risulta così strano pensarci!




Commenti recenti