La maison di Valentino si dà alle T-shirt, ed è subito polemica

Benedetta | sabato 15 maggio 2010 | moda

Dici Valentino e subito associ: il rosso, abiti da cocktail lunghissimi e bellissimi, tanti carlini.

E se dicessi t-shirt? Non vi verrebbe immediatamente alla mente uno dei pochi stilisti rimasti fedeli più all’arte che al mercato. Ne è passata di acqua sotto i ponti dal 2008, quando Valentino in persona ha annunciato il suo ritiro e, al suo posto, è passata prima Alessandra Facchinetti, in seguito Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli. Obiettivo dichiarato degli ultimi due designers è stato quello di rendere più frizzante e giovane il blasonato nome, da sempre legato a signore di una certa età e rango, cercando di accaparrarsi quella fetta di gioventù gaudente e spendacciona che, al momento, fa la gioia di brand meno sofisticati.
Se prima ogni donna si rivolgeva a Valentino per un’occasione più o meno importante e mondana, Chiuri e Piccioli hanno pensato bene che anche questa donna ha un abbiglimento più casual e pratico durante il resto della giornata: da questa idea nasce una reinterpretazione del brand, ora che Mister Valentino Garavani in persona se n’è andato. Risultato: accanto ad abiti tempestati di brillanti e dai plissè che sembravano disegnati si colloca la collezione di T-shirts, capo ben poco ammirato dallo stilista.
Le t-shirt, disponibili nelle boutique della maison, vedono protagonisti i ricami impreziositi da pietre e piume, che rendono ben poco scontata la collezione e perfetta più per signore che giovani ragazze, anche per i prezzi da capogiro che, tuttavia, impallidiscono di fronte a quelli richiesti da un Balmain. Un bel colpo di mercato? Sarà… Ma mi risulta così strano pensarci!

Scritto da: Benedetta | Sito web

Nutrita con panini farciti di immagini dalle passerelle fin da bambina, scrivevo riguardo ogni cosa mi accadesse, mentre mi laureavo in Scienze Politiche. Il colpo di fulmine, all'interno di una redazione: perchè non raccontare di questo mio sogno attraverso un blog? Nasce così ilmenabo.com: uno spazio personale dove dare sfogo ai miei interessi ed alle mie passioni, raccontate attraverso una vena realistica, ma sfumata dall'allegria e dal piacere di scrivere. In poco tempo il gioco lascia il passo al lavoro, e si evolve in termini di lettori ed argomenti. Giacche, gossip e lampade? Ecco servito il menù quotidiano della mia alimentazione, ricca di colori vitaminici e zeppe in corda. Saranno i bloggers il futuro del giornalismo? Chi lo sa, io intanto ci credo!

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