
La designer con cui abbiamo fatto quattro chiacchere è la giovane Karisia Paponi, nata nel 1982 a Montegranaro (AP). Conseguito il diploma scientifico ha frequentato un corso in footwear design promosso dall’ente regionale della calzatura a porto Sant’Elpidio; ha fatto armi e bagagli e si è iscritta alla Fashion School Marangoni di Milano per poi ritrasferirsi in Belgio, per frequentare la celebre Royal Accademy of Fine Arts of Antwerp, dove si sta specializzando dopo essersi laureata in fashion design. La sua fantasia e capacità l’hanno portata a farsi notare già l’anno scorso durante il concorso Mittelmoda, quest’anno ha conquistato il premio A Shaded View on Fashion Editorial prize durante la sfilata della Royal Academy con una collezione molto, molto particolare, qui fotografata da Laetitia Bica…
Benedetta: Cresciuta nelle Marche, dopo il diploma scientifico hai fatto armi e bagagli per trasferirti prima a Milano, per studiare presso l’Istituto Marangoni, poi ad Anversa. Come mai questo trasferimento in Belgio?
Karisia: Ho deciso di andare a studiare in Belgio, perché la Royal Accademy of fine arts di Anversa è una delle scuole più prestigiose al mondo nell’ambito del fashion designer. Mi affascinava la storia dei sei di Anversa, ero da sempre un amante della Maison Martin Margela e in generale ero incuriosita dal metodo di insegnamento dell’accademia. Cosi all’inizio per gioco ho provato il test di ammissione, e una volta accettata, incredula e molto felice, ho deciso di intraprendere quest’esperienza.
Benedetta: Il problema principale dell’Italia lavorativa, dicono sia la mancanza di turnover tra la vecchia generazione e quella nuova. Anche nella moda questo accade o è solo una realtà che non tocca l’ambito creativo?
Karisia: Credo che la mancanza di turnover tra la vecchia generazione e quella nuova sia un problema che affligge anche il mondo della moda. Se si pensa infatti agli stilisti italiani piu’ famosi nel mondo, ci troviamo a nominare gli stessi personaggi che divennero famosi negli anni 80’. Non ci sono davvero giovani facce, in questo ambiente. Credo che comunque l’Italia non ami i giovani e non li favorisca a intraprendere le loro carriere in maniera autonoma, e si ritrova questo atteggiamento un po’ in tutti gli ambiti, specialmente quelli della ricerca e dell’innovazione, e in un certo senso la moda contemporanea non e’ altro che ricerca di nuovi materiali e innovazione nelle forme e nello stile.
Benedetta: Cosa ti ha spinto a scegliere la Royal Accademy of Fine Arts di Anversa, cos’hai trovato lì che qui in Italia mancava?
Karisia: La Marangoni mi ha aiutata nel mio primo anno di studi come fashion designer ad approcciarmi al disegno in maniera professionale. Ma io cercavo una scuola che si interessasse alla mia personalità, volevo poter esprimere al meglio la mia creatività e trovare il mio stile. Il fatto di studiare in un accademia di belle arti, mi ha fatto approcciare al mio lavoro in maniera più artistica, aiutandomi a mettere in secondo piano l’aspetto commerciale della moda. Penso che questo sia molto importante durante la propria formazione, aiuta ad aprire la mente, e rende flessibili i propri canoni di giudizio. E’ in questo modo che si arriva alla conoscenza di se e del proprio stile. Inoltre la Royal Accademy of fine arts di Anversa è una delle pochissime scuole al mondo che ti permette di partecipare ad una sfilata al termine di ogni anno scolastico. Per quattro anni si ha modo di creare una collezione e si ha la possibilità di mostrarla ad un pubblico in modo molto professionale, il che sviluppa una grande motivazione e soddisfazione, cosa che spesso non accade durante un percorso formativo.
Benedetta: Nel 2008 hai vinto tre premi durante il fashion contest Mittelmoda, è stato un traguardo o pensi sia stato l’inizio di una sfolgorante carriera?
Karisia: Penso che aver vinto quei tre premi al Mittelmoda 2008, abbia concluso in bellezza un anno molto difficile ma allo stesso tempo ricco di soddisfazioni. Quindi in un certo senso potrei definirlo il traguardo del mio 2008. Spero comunque di continuare a partecipare con le mie nuove collezioni a questi concorsi, in quanto garantiscono un feedback molto importante da parte di professionisti nel campo della moda e dell’industria.
Benedetta: Quest’anno, durante la sfilata di fine anno della Royal Accademy, hai vinto il premio A Shaded View on Fashion Editorial prize con una collezione incentrata su piatti e tazzine da tè, nel 2008 hai reinterpretato l’icona Levi’s per eccellenza, il modello 501… Cosa ti ispira maggiormente quando lavori?
Karisia: Prendo ispirazione dai miei viaggi, dai musei che visito, e soprattutto da libri. Sono un appassionata di scultura, e parte della mia ispirazione deriva dai miei ricordi di infanzia. Mi piace avere un approccio giocoso e romantico sul mio lavoro.
Benedetta: Che musica ascolti e che libri leggi?
Karisia: Ascolto musica molto diversa, mi piace lo Ska, la Tecno, musica classica, lirica, dipende dal mio umore. Adoro i romanzi, specialmente gialli. Prediligo leggere autori italiani, sono una fan di Ammaniti e della Mazzantini, ma in generale leggo tutto quello che mi passa tra le mani.
Benedetta: Sei stata inserita nell’annual Young Blood 2008, annuario di giovani talenti Made in Italy nel campo della creatività. pensi che progetti di questo tipo possano aiutare i giovani a farsi notare maggiormente nel proprio campo?
Karisia: Credo di si, pubblicazioni ed eventi aiutano i giovani a farsi notare. E’ importante avere talento ma lo e’ altrettanto avere modo di mostrarlo.
Benedetta: Quando crei a quali stilisti/artisti ti ispiri?
Karisia: Anche in questo, come nella musica, i miei gusti sono contrastanti, ma in nel globale a mio avviso hanno un senso. Adoro Alexander Mc Queen, Antonio Marras, Kenzo, Comme Des Garcons, Jil Sander, Victor and Rolf, Marni, Dries Van Noten, Dirk Van Saene, Bernhard Willhelm.
Benedetta: Di qui a dieci anni dove ti immagini di essere?
Karisia: Mi immagino di essere in Italia, di avere un atelier e di lavorare per dei miei progetti.
Benedetta: Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per tutto!
Karisia: Grazie mille a te Benedetta e grazie per il tuo interessamento.










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